VICENZA JAZZ 2024: Pierpaolo Vacca feat. Paolo Fresu “Travessu”

Vacca e Fresu, organetto e tromba, al concerto di mezzanotte

Vacca

Articolo di Daniela Floris. Foto di Daniela Crevena – JazzDaniels

VICENZA JAZZ 2024 – Un sogno lungo 88 tasti

Cimitero Maggiore, venerdì 17 maggio, ore 23:50

Travessu
(Tuk Music)
Pierpaolo Vacca: organetto – effetti
Paolo Fresu: tromba – flicorno – effetti

In barbaricino Travessu significa “al rovescio”. Agire sul repertorio tradizionale della Sardegna, mutandolo in materiale totalmente diverso, vuol dire compiere un vero e proprio capovolgimento: culturale, sonoro, concettuale.
Pierpaolo Vacca porta sul palco tutta la tradizione della musica sarda, senza rinunciare a nulla del dna che la compone.
Con orgoglio l’organetto fa librare nell’aria cellule melodico – ritmiche reiterate, ipnotiche, e microvarianti, ambiti armonici connotati.
Un orecchio allenato (per origine, soprattutto, come chi vi scrive) li riconosce come elementi di una trama ancestrale.

Vacca
Vacca

E’ un materiale vivo, organico. Non è fragile cristallo che a toccarlo potrebbe sgretolarsi.
Vacca dunque, non esita a plasmarlo, reinventarlo, tramutarlo con effetti, armonie inusuali, digressioni anche audaci.

Questo accade in diversi modi: una lunga nota di bordone distorta; l’intrusione di un accordo fuori contesto; un’incursione atonale e sincopata.
All’arrivo di Paolo Fresu, gli scambi tra tromba e/o flicorno, e i reciproci effetti, si potenziano. L’organetto ha il suono più connotato, quando rimane acustico.
E’ quello che lega chi ascolta all’origine, ma l’origine è anche la sorgente di tutto ciò che è nuovo.

Vacca

Le difformità vengono presentate in contrasto con i suoni antichi. Ma, come nella musica tradizionale, vengono talvolta ciclicamente ripetute fino a ottenere un clima di stordimento quasi rituale.

Vacca

In altri casi, al contrario, improvvisi cambi di registro provocano un sussulto inaspettato.
O ancora, emergono suoni terrestri, o volutamente e specificatamente sardi: di vento, pascoli, campanelli, conchiglie.
Altre volte la Sardegna rimane solo un accenno lontano, quasi perduto: senza mai essere inghiottita del tutto da timbri “alieni”. Il suono di sintesi risulta di volta in volta incorporeo o granitico.
I due mondi, l’antico e il contemporaneo, ciclicamente si avvicinano, si fondono e velocemente divergono, e si fondono ancora.

Vacca


Un circolo virtuoso di suoni che avrebbe senso tradurre anche in colorate e psichedeliche animazioni digitali.