VICENZA JAZZ 2024 – Trilok Gurtu

Gurtu con le sue percussioni anima il primo set al Teatro Comunale

Articolo di Daniela Floris. Foto di Daniela Crevena – JazzDaniels

Gurtu

VICENZA JAZZ 2024 – Un sogno lungo 88 tasti
Teatro Comunale, Sala Maggiore, venerdì 17 maggio, ore 21
Trilok Gurtu, percussioni

Nel suo concerto in solo, letteralmente circondato da strumenti a percussione di ogni tipo, batteria compresa, Gurtu è ancora una volta sorgente di un flusso torrenziale di suggestioni, suoni, colori, battiti e, talvolta, anche respiri.

Gurtu

Un percorso mutevole, un’esplorazione che sembra estemporanea in alcuni tratti, in altri frutto di studio profondo dei timbri, dei materiali, e persino degli echi armonici che ogni battito provoca.
Momenti mistici e meditativi si alternano ad asperità ed episodi impetuosi.

Gurtu


La percussione di pelli, legno, metalli è simultanea o viene perseguita alternativamente: in questo caso, Gurtu indugia, a lungo, sul materiale prescelto. Ed è in quel caso che si può percepire chiaramente la ricerca di ogni sfumatura di suono possibile.
Le tablas sono un approdo solitario, quasi sempre.

Gurtu
Gurtu

Nel suonarle ogni falange è, a sua volta, strumento: ogni falange è suono di quelle linee, che arrivano a essere melodiche oltre che ritmiche.
I polsi, nello strofinare le pelli, danno origine a lamenti profondi, dal suono cupo e rotondo, in contrasto con i colpi ben definiti delle mani sulla pelle.
La voce si unisce, episodicamente, con la supersonica sillabazione onomatopeica del Konnakkol:
ta ka din – taka di na tam, che replica omoritmicamente, o contrasta poliritmicamente, il canto delle tablas.
In Five Elements la batteria è percossa lungamente con le mani. Nel passaggio alle tablas, la mano sinistra canta, ad ostinato, un intervallo di quinta, mentre la destra vola per digressioni libere e dinamiche cangianti.

Gurtu
Gurtu

Nei cinque elementi, persino l’acqua viene percossa nel suo contenitore, e colorata dallo scuotersi di conchiglie.
L’aria passa in tubi sonori. Il fuoco è l’improvviso accendersi di suoni magmatici. La terra sono tamburi possenti. Il quinto elemento, chi lo sa, è la percezione di quanti infiniti suoni possono esistere partendo da mani, dita, metallo, legno, pelli sapientemente tirate.

Gurtu

Verso la fine del concerto Gurtu tenta di coinvolgere il pubblico suggerendo una frase melodica da cantare, sulla quale poter suonare. Ma il frammento è abbastanza difficile da orecchiare, e l’esperimento, per fortuna, sfuma in un sontuoso solo di Tablas e altri strumenti a portata di mano.

Gurtu
Gurtu
Gurtu