45′ OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL – Guarino, Savoldelli 5et – Core ‘ngrato – Napoli in Jazz
Boris Savoldelli canta una Napoli inedita con il quintetto guidato da Corrado Guarino

Articolo di Daniela Floris. Foto di Carlo Mogavero per JazzDaniels
Open Papyrus Jazz Festival 45 edizione, Ivrea, Teatro Giacosa, giovedì 5 settembre 2025, ore 21,15
Guarino, Savoldelli Quintet, Core n’grato
Boris Savoldelli voce ed elettronica
Guido Bombardieri, sax alto e clarinetto
Corrado Guarino, pianoforte
Tito Mangialajo Rantzer, contrabbasso
Stefano Bertoli, batteria
Savoldelli e Guarino portano sul palco uno spettacolo ben confezionato e ben suonato, rilettura in chiave giocoso – ironica di brani provenienti dalla canzone napoletana, ma anche brani originali, rivisitati in chiave Jazzistica, non esenti da spennellature di loop station ed elettronica.
Savoldelli, lombardo doc, decide di prendere lezioni di napoletano e di cantare in un dialetto che non è il suo, riuscendo nell’impresa. Guarino del resto, siciliano, fa suo un repertorio campano ben noto (che ha travalicato i confini anche oltreoceano), trasfigurandone gli stilemi e tramutandolo in materiale diverso, malleabile.


A dimostrazione che muri, confini, campanilismi sono limitanti e potenzialmente deleteri, nessuno domina o intende prevaricare, ci si intreccia l’un l’altro: le identità si preservano e nasce qualcosa di inedito. Nessuno perde la propria identità nell’abbraccio e nello scambio.
Del resto questo è ciò che si prefigge il Jazz, e chi il Jazz lo suona. Sarebbe un pattern utile per vivere in pace.
Nel mondo reale cose non stanno andando così. La musica rimane un’occasione perduta, che parla ma non riesce a insegnare, a costituire un esempio.

Piccolo affaccio surreale, quindi, su un universo parallelo, questo “progetto semiserio” (definizione che ne viene data sul palco) è costruito con la voce potente e performante di Savoldelli, con andamenti ritmici variegati, dal mambo, allo swing, alla tarantella, alla tamurriata, alla ballad (Cicerenella Nordica Contemporanea) alla metrica irregolare (Assaje Assaje) , garantiti dall’instancabile Bertoli e in generale dalla sezione ritmica.


Gli arrangiamenti sono tutti originali, per la cura di Corrado Guarino, e la scaletta prevede sia brani classici della tradizione napoletana (Scalinatella, Tamurriata Nera, Te voglio bene Assaje, Sto core mio di Orlando di Lasso ), e alcuni brani originali di Guarino, con testi giocoso-polemici di Savoldelli (Cicerenella Nordica Contemporanea).
I brani sono tutti stilisticamente molto ben costruiti, inappuntabilmente Jazz, il sax di Bombardieri intenso, potente, divertente, indispensabile alter ego di Savoldelli. Il dialogo tra i musicisti è impeccabile. Emerge la cura di ogni particolare.




L’armonia di come dovrebbe essere il mondo cessa con l’ultima nota, la luminosa finestra surreale di Core ‘ngrato si chiude, il pubblico del Giacosa applaude entusiasta, e un attimo dopo torna amaramente alla dura realtà degli umani e delle loro effettive, tangibili, infeconde interazioni.


