45′ OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL – Roberto Gatto New Quartet
Roberto Gatto in stato di grazia con Alfonso Santimone, Francesco Puglisi e Alessandro Presti porta sul palco il suo mainstream solo apparente

Articolo di Daniela Floris. Foto di Carlo Mogavero per JazzDaniels
Open Papyrus Jazz Festival 45 edizione, Ivrea, Teatro Giacosa, giovedì 5 settembre 2025, ore 22,15
Roberto Gatto, batteria
Alessandro Presti, tromba
Alfonso Santimone, pianoforte, tastiere, elettronica
Francesco Puglisi, contrabbasso
Ci sono Jazzisti che continuano a fare Jazz tutta la vita: ma non sono così tanti. Roberto Gatto è uno di loro.
Purtroppo molti altri si vetrificano autoreferenzialmente, o pigramente, su una buona, anche ottima, rappresentazione del Jazz, che viene riprodotto ad libitum attraverso quelli che vengono comunemente ritenuti i suoi tratti distintivi.
Mantengono un’ etichetta plausibile, e andando avanti negli anni proseguono, facendo un buon lavoro di conservazione di alcune caratteristiche, compreso il garantire episodi di improvvisazione, anche libera, ma disertando quella capacità dell’inatteso, dell’incognita, che è quella che garantirebbe che il termine Jazz corrispondesse davvero al “genere” Jazz.

Entrando al Teatro Giacosa mi sono detta, ogni tanto è bello poter ascoltare il Jazz in quanto Jazz, quello che mi ha fatto innamorare di questa musica: quello che spesso viene definito mainstream (spesso, come spiega il vocabolario Treccani, inteso anche in senso dispregiativo).
Posto che io non concordo MAI con l’accezione intesa in senso dispregiativo, perché il mainstream comunque è una strada maestra, se non ci fosse la quale non ci sarebbero nemmeno inaspettate svolte da esplorare, il concerto di Gatto, Puglisi, Santimone e Presti è stato un mainstream del tutto apparente.
Assistervi, per chi vi scrive, è stato come viaggiare attraverso paesaggi pieni di sorprese a bordo di un mezzo sicurissimo.


I confini del mainstream “refrigerato” si travalicano lasciando fluire continuamente idee nuove.
Il Roberto Gatto New Quartet compie la scelta preziosa di andare oltre schemi dal suono plausibile di una o più correnti jazz, magari spolverati con un po’ di free o elettronica, al fine di poter riprodurre comodamente una del tutto illusoria libertà espressiva.
Ciò che si è ascoltato al Giacosa è creatività vera, scevra da ogni ansia di soddisfare le aspettative del pubblico, sia che esse fossero incentrate su un Jazz tradizionale o su atmosfere free-sperimentali.
Now è il primo brano in scaletta, e Presti lo introduce in maniera lineare, semplice, intensa, senza fronzoli di maniera.

L’intreccio che gradualmente si crea è sorprendente, in crescendo, ma non si parla di volume, o non solo. Gatto con la sua batteria è una fonte continua di idee, che arrivano al pianoforte di Santimone, e che vengono sviluppate generosamente dal contrabbasso di Puglisi. E poiché ognuno di questi musicisti ha una personalità molto spiccata, nessuno si adegua in maniera prona alle idee degli altri. L’ ispirazione, dunque, è reciproca. Il risultato è un fermento continuo, una tensione benefica, che conduce alla creatività, quella autentica, ed estemporanea, che vuol dire fare Jazz.

Non c’è alcun bisogno di eccedere: il fitto drumming di Gatto è il risultato di intrecci che sono a un tempo ispirati e ispirazione. Le idee estemporanee sono inesauribili, motrici, ma anche il risultato di un ascolto rilassato di tutto ciò che gli avviene intorno.
Santimone è un interlocutore dal pianismo del tutto originale, che crea soluzioni inaspettate anche in questo contesto più strettamente jazzistico di altri, in cui è solito gravitare.

Presti alla tromba mostra di avere una sapiente, istintiva gestione del materiale sonoro.
Riesce ad essere lirico, è pulito ed essenziale nel presentare i temi principali, ma è capace di dare importanti e creativi impulsi ritmici creando dialoghi sorprendenti con tutti e tre i componenti del gruppo.Ma nei momenti in cui è il trio pianoforte, contrabbasso e batteria a rimanere in scena, sembra essere attraversato dal flusso sonoro senza mai perderne il filo, concentrato, nella musica, quasi come cassa di risonanza.


Il lavoro di connessione creativa tra quattro musicisti dalle personalità spiccate, è garantito dal prezioso contrabbasso di Puglisi, che tramuta la propria grande esperienza di musicista in energia creativa fresca, anche nei momenti in cui cuce instancabilmente una trama sonora solida, strada maestra di riferimento per tutto il gruppo.

Anche nei momenti corali più intensi e deflagranti, l’effetto è quello di tessere di un mosaico che creano un disegno melodico ritmico suggestivo. Tanti, gli applausi.


Quando e dove si è tenuto il concerto?

Al Teatro Giacosa, Ivrea, giovedì 5 settembre 2025, ore 22:15, nel cartellone del 45° Open Papyrus Jazz Festival.
Chi sono i musicisti del Roberto Gatto New Quartet?
Roberto Gatto (batteria), Alessandro Presti (tromba), Alfonso Santimone (pianoforte, tastiere, elettronica) e Francesco Puglisi (contrabbasso).
Che cosa significa “mainstream apparente” nel contesto del concerto?
Indica un suono che all’apparenza segue linee più tradizionali del jazz ma che, al suo interno, nasconde scelte improvvisative, sperimentali e aperture timbriche che lo rendono sorprendentemente innovativo.

