VICENZA JAZZ 2024: Michele Polga Quartet – Along Came Betty

Polga con il suo quartetto presenta il suo nuovo disco al Teatro Comunale

Polga

Reportage di Daniela Floris (parole) e Daniela Crevena (foto) – JazzDaniels

VICENZA JAZZ 2024 – Un sogno lungo 88 tasti

Teatro Comunale, Vela TCVI (piazzale esterno del Teatro), venerdì 17 maggio, ore 22:30

Along Came Betty Michele Polga Quartet

Michele Polga: sax tenore
Alessandro Lanzoni: pianoforte
Gabriele Evangelista: contrabbasso
Bernando Guerra: batteria

Il concerto di Michele Polga, che purtroppo non abbiamo potuto seguire fino alla fine, si è svolto nel bellissimo spazio esterno antistante al Teatro Comunale.
Il progetto presentato a Vicenza Jazz si intitola Along Came Betty, celebre brano di Benny Golson, uno dei musicisti – icona del Jazz statunitense.
Polga, dichiaratamente, decide di ispirarsi a quella sonorità per proporre brani originali, in chiave contemporanea.

Polga


La tradizione viene custodita amorevolmente: è un Jazz che, volutamente, mantiene l’atmosfera cui si ispira. Non c’è stravolgimento nelle strutture: i temi vengono presentati in maniera netta, per poi essere rielaborati nelle parti libere, e poi ritornano, rassicuranti, a concludere.
Ma non c’è una fotografia pedissequa di uno stile. I musicisti hanno una loro precisa personalità, che emerge nei fraseggi, nei dialoghi, negli scambi reciproci.

Polga

Lanzoni, Evangelista e Guerra sono un trio rodatissimo. Hanno molti spazi autonomi in cui dialogano con disinvoltura e sfruttando reciprocamente ogni spunto personale. Dunque, la tradizione non paralizza la creatività, ma la stimola. Il quartetto è perfettamente coeso, il suono complessivo è intenso, rilassato. Le dinamiche sono molto curate, ma non “di maniera”.

Polga
Polga
Polga



Polga ha un fraseggio scorrevole, sia nei brani più intimi che in quelli più dinamici. Le note lunghe hanno sfumature che avvolgono, estraniandoti dal contesto. Ha inventiva, contagiosa.
E anche Along Came Betty, uno dei pochi brani non originali eseguiti dal quartetto, pur se premurosamente preservato nel suo insieme, è spunto proficuo per l’affiorare di materiale nuovo: condizione necessaria, se si vuole parlare di Jazz.