45′ OPEN PAPYRUS JAZZ FESTIVAL – Karima Canta Autori
Karima al 45′ Open Papyrus con il trio di Piero Frassi, Gabriele Evangelista e Bernardo Guerra reinterpreta i cantautori più amati

Articolo di Daniela Floris. Foto di Carlo Mogavero per JazzDaniels
Open Papyrus Jazz Festival 45 edizione, Ivrea, Teatro Giacosa, sabato 6 settembre 2025, ore 21:15
Karima Canta-Autori JandoMusic – Via Veneto Jazz
Karima, voce
Piero Frassi, piano
Gabriele Evangelista, contrabbasso
Bernardo Guerra, batteria
Un mix irresistibile quello tra la voce agile, intensa, cristallina di Karima, il jazz di un trio di musicisti esperti e creativi, Frassi, Evangelista e Guerra, e canzoni che fanno parte della nostra cultura e del nostro immaginario.
Un concerto ibrido, dunque, in quanto risultato di contaminazioni di generi, ma non ibrido dal punto di vista della nettezza dei suoni, della personalità degli artisti sul palco: ibrido, rispetto al Jazz, o al Pop, o alla Black Music, o alla musica cantautoriale in purezza.

Il sound in sé è però tutt’altro che ibrido, nel senso di “indefinito”: anzi è netto, avvolgente, trascinante.
Gli arrangiamenti sono raffinati. Non vengono snaturati gli impianti melodici, i temi sono molto ben riconoscibili, le strutture armoniche sono identificabili anch’esse, nei punti vitali, ma tra una pietra miliare e l’altra il trio crea soluzioni inaspettate rispetto all’impianto originale: mostra interplay, dialoga, creando un’atmosfera particolare ed esaltando l’anima black di Karima, che con la black music è cresciuta e si è affermata.

Il concerto si apre con Fortuna di Mario Venuti, latin, festosa, con gli assoli di pianoforte e di batteria (Frassi e Guerra) che si incastonano in un andamento in crescendo, compreso il salto ascendente di tonalità in chiusura e che suscitano il primo grande applauso della serata.

Segue Che ore so’ di Pino Daniele. Piero Frassi decide di tenere memoria dell’impianto armonico e dell’arrangiamento originale, riproducendo anche alcune delle cellule ritmico-armoniche che lo connotano, come, ad esempio, i piccoli riff di accordi terzinati: è per questo che la malinconica canzone originale, pur tramutata in ballad, in senso stretto, non viene snaturata dalle spennellature toccanti del contrabbasso di Gabriele Evangelista e dagli inserti morbidamente jazzistici del pianoforte di Piero Frassi, e delle spazzole di Bernardo Guerra. La voce intensa di Karima fa il resto.



Passando per Anna e Marco, di Lucio Dalla, si arriva a Buonanotte a te di Fabio Concato, piccola meraviglia anche perché davvero nelle corde della voce emozionante di Karima, in alcuni momenti addirittura commovente, anche per il suono complessivo del trio tutto.
E’ bello il dialogo tra Karima e il contrabbasso di Evangelista in Quando l’amore se ne va di Edoardo De Crescenzo, ed è bello il groove funky disegnato dalla batteria di Bernardo Guerra, ma anche dalle tastiere di Piero Frassi.



Tema affidato al contrabbasso per Anna Verrà, interpretata con voce dolce, intima, ma sicura e intensa anche nei pianissimo da una Karima che appare ispirata: la tecnica è ferrea, ma è interiorizzata, e diviene strumento espressivo, non capacità fine a sé stessa.


Le canzoni continuano, si arriva a Rosalina, di Fabio Concato, frizzante, ironica, passando dalla intensa Il Nostro Concerto di Umberto Bindi.
Bis d’obbligo: un anomalo, in quanto settembrino, Santa Claus is coming to town, simpatica digressione swing riferita agli unici cd fisici disponibili rimasti per la vendita post concerto, e una bella Sempre e per sempre di Francesco De Gregori.
Un concerto bello, piacevole, a tratti emozionante: momentaneo sollievo dalla molta bruttezza che ci circonda. Una piccola oasi sonora, della quale si ringrazia il direttore artistico Massimo Barbiero.




