ALBA JAZZ 2025: da NY l’energia di Lakecia Benjamin
Lakecia con il suo sax e una performance incandescente apre la 18′ edizione di Alba Jazz : il viaggio del festival parte dagli USA
Reportage di Daniela Floris (parole) e Carlo Mogavero (foto)

3 luglio 2025, ore 21
Arena Estiva, Teatro Sociale Alba
PHOENIX REIMAGINED
Lakecia Benjamin sax
Oscar Perez piano, John
Elias Bailey contrabbasso
Quentin Baxter batteria
“Alba Jazz diventa maggiorenne” (cit. il direttore artistico Fabio Barbero), e per festeggiare il 18′ anno di musica sceglie di partire con un concerto al fulmicotone, portando sul palco Lakecia Benjamin e la sua personalissima musica: “Her music offers a unique meld of R&B, several strains of jazz, and funk“, è scritto nel sito di questa artista. E in effetti le suggestioni sono molte, ma il mix non è uno scontato puzzle di generi giustapposti.
La forza di Lakecia è una personalità musicale definita, che si distingue, più che rompendo gli schemi, giocandoci, per creare una materia sonora nuova. I musicisti sul palco devono tenere un registro alto per assecondarne il carattere esplosivo.

E’ il trio ad aprire, creando da subito il colore della performance. Volume alto, tempo velocissimo, batteria terzinata, contrabbasso e pianoforte che garantiscono un propulsivo ostinato armonico – ritmico: Lakecia sale sul palco e comincia a suonare. I suoi sono fraseggi rapidissimi, sincopati, adrenalinici.
La presenza scenica è innegabile, ed è potenziata dalla volontà di coinvolgere la platea, diventando addirittura assertiva, da subito, urlando la voglia di celebrare la musica, invocando pace, amore, e lodando cibo e vino del luogo.
Le radici hip hop emergono quando comincia un rap incastonato in un brano dal tema melodico armonico dalle suggestioni mediorientali, che sorprende il pubblico, appena uscito dall’atmosfera adrenalinica di pochi attimi prima.

Anche in questo caso esiste, in tutto il gruppo, una propensione ad utilizzare cellule melodico – ritmiche ostinate, a loop. Solo che stavolta la resa è avvolgente, ipnotico – estatica, persino, in alcuni momenti. E dove non ci sono ostinati, c’è, da parte di Lakecia, la tendenza a non sprecare il materiale sonoro: sono molti i frammenti tematici trasposti, creando una affascinante tensione data anche dalla capacità di ottenere un timbro cangiante dal proprio strumento.
Il trio è compatto, è una base forte, fluida, incandescente, su cui il sassofono crea le sue pennellate espressive.

Quando il sassofono tace emergono le personalità forti di musicisti poderosi: Oscar Perez parla latino, cubano, sa essere entusiastico ma anche struggente e melodico. Ci sono momenti in cui riesce persino a duettare con Lakecia durante gli episodi di rap, creando uno straniante unisono tra suono e parlato.

Elias Baley con il suo contrabbasso è la colonna portante di un impianto ritmico armonico imponente, strenuo, i suoi ostinato sono potenti, le sue incursioni a velocità estreme, ma riesce sempre e comunque ad essere un fondamentale punto di snodo tra i flussi impattanti e travolgenti di pianoforte e batteria, e naturalmente alle incursioni dirompenti del sassofono.

Quentin Baxter alla batteria è “irrefrenabile con classe”. Perfettamente amalgamato nel gruppo, e nel trio, trio che in alcuni momenti è talmente compatto da apparire un unico strumento pulsante di un suono del tutto unico, negli assolo ha una certa eleganza che si abbina ad una notevole energia, e che nei duetti con Lakecia al sassofono diventa particolarmente evidente: i due appaiono non solo complementari, ma ognuno diventa fondamentale per evidenziare la personalità dell’altro.

My favourite things nella celebre versione di John Coltrane è lo spunto per una versione coinvolgente, interessante, appassionante, suggestiva e anche straniante, che Lakecia costruisce definendo l’essenza di quel suono che gli appassionati di jazz conoscono benissimo, e che non smetterà mai di emozionare. Lo fa rivivere, senza imitarlo, come rievocandone le caratteristiche più vibranti. Non è una imitazione, è un distillato, misto alle emozioni e alla forte personalità di questa musicista, non sovversiva, magari, ma di certo non convenzionale e anche avvincente.




Lakecia fomenta il pubblico a voce altissima, esige, giustamente, applausi per i suoi musicisti, e
lascia il palco tra gli applausi elettrizzati del pubblico dell’ Arena, sold out.

