41° Open Papyrus Jazz Festival Ivrea – Ralph Towner

41° Open Papyrus Jazz Festival IvreaRalph Towner

Parole Daniela Floris

Foto di Carlo Mogavero

Ivrea, Cortile Museo Garda, venerdì 3 settembre 2021, ore 21

Ralph Towner, chitarra

Quando si ha l’opportunità di ascoltare Ralph Towner dal vivo conviene semplicemente abbandonarsi alla bellezza complessa eppure così immediata e istintiva del suo fluire.
Towner è musicista poliedrico, polistrumentista, che ha percorso e percorre esperienze musicali infinite, che ha da sempre coltivato un coinvolgimento appassionato verso generi musicali diversi tra loro, creando un proprio linguaggio inconfondibile, e determinando l’ abbattimento di ogni confine tra essi: il concerto di Ivrea, in solo, acustico, è stato intenso, lirico, e fecondo dell’ intera poetica di un musicista unico.

Non è mera tecnica quando all’aria di una fresca notte estiva si mescolano piccole frasi melodiche ripetute, che cullano, e che sembrano identiche ma non lo sono, e te ne accorgi perché ti cullano, ma non ti addormentano, perché tante sono le variabili in ognuna: il tocco, un piccolo accenno ritmico differente, una dinamica inaspettata.

Non proviene da una semplice reminiscenza di studi profondi di musica classica l’ esposizione limpida di un tema, armonizzato pianisticamente: è polifonia, è contrappunto, ma le dita scorrono nella tastiera rivelando fraseggi, soluzioni ritmiche, respiri, piccoli canti, di certo non ascrivibili solo alla musica colta.
La carica innovativa del linguaggio poetico di Ralph Towner è estemporanea, continua. Quel tema iniziale, viene scomposto ma i suoi frammenti riemergono durante tutto il brano, diventando altro: la melodia si contrae, si espande, si polverizza ma è sempre lì e mentre ascolti senza accorgertene lo segui e provi una sorta di appagamento quando, alla fine del brano, si riaggrega e lo si riconosce nella sua limpidezza.

Il suono della chitarra di Towner è definito dalla caratteristica di essere cangiante. Eppure ciò che si ascolta, in termini di timbro, ambito armonico, potenza o delicatezza delle dinamiche, ma anche complessivamente nella composizione di ogni brano non è una serie di caratteristiche giustapposte: qui emerge il Folk! Qui sento il Jazz! Qui c’è Bach! Qui c’è autentico Free! Quella è una pentatonica! Ecco l’ Oriente, il misticismo!
E’ musica iridescente, perché il materiale sonoro cui questo straordinario compositore può attingere è infinito, e fa parte della sua cultura : ma è ciò che quelle sostanze diventano che è rilevante.
E nel suono acustico della suo strumento in solo, senza alcun altro suono che quello provocato dalle dita sulle sei corde, la musica di Ralph Towner si è svelata, cristallina, in tutto il suo spessore sonoro, fatto di sguardi lanciati al di là del proprio orizzonte.

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